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venerdì, 07 settembre 2007

Strano questo mondo virtuale..quando sei convinto di aver conosciuto una persona,carina nei modi,affabile ,altuista,puntualmente si viene smentiti.Mi è stato fatto notare che non scrivo molto sul mio blog..è vero!!Ma,scrivere e farsi capire non è facile e allora preferisco tenermi i miei stati d'animo...ma una cosa mi piace fare:conoscere gente nuova usando la chat.E' un modo più diretto per fare amicizie,confrontarsi,dire la propria opinione e magari continuare il dialogo nel tempo(cosa che non mi è capitata ultimamente..purtroppo)Sarà un mio difetto,tenermi stretto i contatti..non so!Però una cosa la vorrei aggiungere:si deve almeno avere il coraggio,di dire quello che si pensa!Quindi se qualcuno non ha più voglia di avere dialoghi con determinate persone,sarebbe corretto dirlo direttamente all'interessato,spiegandone anche i motivi,ma forse è troppo "difficile".
postato da: luca6558 alle ore 11:57 | link | commenti (5)
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lunedì, 25 giugno 2007

ciao

..sfogliando la posta,ho letto di una una carissima ragazza,del trentino alto adige(di cui nn faccio il  nome)che mi ha proposto,qualora preferirei quella meta,di passare di li a trovarla..visto che stavo cercando una località turistica,per passare qualche giorno,e inizialmente optavo per il mare,pensandoci bene,la montagna è meglio,sotto alcuni punti di vista.Per esempio:per chi svolge un'attività stressante gran parte dell'anno(come me!!),il mare nn gli si addice proprio...(parere mio personalissimo).Quindi optare per le zone montane,sarebbe una bella ricarica..
postato da: luca6558 alle ore 22:54 | link | commenti
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domenica, 17 dicembre 2006

ciao

Dopo l'ultimo mio post,eccomi di nuovo a tentare di tradurre in testo,tutti i miei stati d'animo...credetemi,non è facile per niente.A volte si parte sparati,hai tante cose da dire e lo vorresti fare tutto di un fiato...ma poi succede qualcosa a cui non so dare una risposta,si lo so,non sono uno scrittore,ma anche quando si ha un'ispirazione ci si blocca...beh cmq,volevo solo abbozzare una sorta di diario personale,rimasto inattivo per diverse settimane(se non mesi).Dunque,volevo dire questo:entro l'anno,entrerò a far parte della comunità buddista di Roma(Nichiren Daishonin per gli addetti ai lavori)..lo so che per molti di voi,non ha un significato logico,che io dica queste cose....ma è un po di tempo che ho imparato a condividere tutto di questa vita,con persone che neanche si conoscono...tutto ciò è qualcosa che dentro di noi,non si può quantificare,cioè talmente è bella la novità che ci assale e che ci prende,che non dividerla con altri amici,è un vero peccato(per chi vuole saperne di più:www.SGI-italia.org.Questo per introduzione..alla fine il mio messaggio che voglio mandare è il seguente:in questa vita,tutto sommato,vale la pena di viverla e in   modo felice,e per fare ciò,bisogna impegnarsi un po...e io forse ci sto riuscendo..se vi ho incuriosito,il sito è quello che ho scritto sopra..verificate.A presto.14 Traccia 1414 Traccia 14
postato da: luca6558 alle ore 14:14 | link | commenti
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sabato, 04 novembre 2006

Una giornata completamente in ozio...infatti essendo oggi il mio giorno di riposo,(visto che sono turnista)mi sono dedicato completamente a "non fare niente"(tranne che stare in rete)e devo dire che era un bel po,che non mi rilassavo così,senza pensieri e senza orologio alla mano.Ogni tanto l'essere umano(stressato)ha bisogno di questi momenti all'apparenza insignificanti...o no?L'essere soli con se stessi,a volte serve per ricaricarsi di energie positive,non pensare a quello che si deve fare è salutare...che bella giornata....

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

postato da: luca6558 alle ore 17:24 | link | commenti
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mercoledì, 25 ottobre 2006

Il concetto, noto come “i dieci mondi”, rappresenta uno dei modi in cui il Buddismo spiega la vita. Sono i dieci stati o condizioni vitali che si manifestano in tutti gli aspetti dell’esistenza. Ognuno li possiede potenzialmente tutti e dieci, e in ogni momento passiamo dall’uno all’altro. Questo vuol dire che in ogni momento uno dei dieci mondi viene manifestato, mentre gli altri nove rimangono latenti. Partendo dal più basso al più alto, essi sono:

Inferno. È la condizione di sofferenza e disperazione in cui abbiamo la percezione di non essere liberi di agire; è caratterizzata dall’impulso di distruggere noi stessi e tutto ciò che ci circonda.

Avidità. L’avidità è la condizione in cui ci sentiamo dominati da un insaziabile e incontrollabile desiderio di denaro, potere, posizione sociale o di qualunque altra cosa.

Animalità. In questo stato, siamo governati dall’istinto. Non abbiamo freni né la capacità di elaborare pensieri a lunga scadenza. Nel mondo dell’Animalità, si agisce secondo la legge della giungla, per così dire: senza esitare ad approfittare di quelli più deboli di noi e ad adulare quelli più forti.

Collera. In questo stato emerge la consapevolezza dell’io, ma è un io egoista, avido, stravolto, determinato a superare gli altri a tutti i costi e a considerare tutto come una potenziale minaccia per se stesso. In questo stato si tende a dare valore solo a noi stessi e tendiamo a disprezzare gli altri. Siamo fortemente attaccati all’idea della nostra stessa superiorità e non si ammette che qualcuno ci superi in qualcosa.

Umanità (definita anche Tranquillità). È una condizione vitale piatta dalla quale si scivola con facilità negli altri quattro mondi più bassi. Se in genere in questo stato ci comportiamo in modo umano, rimaniamo estremamente vulnerabili alle forti influenze esterne.

Paradiso (o Estasi). Questo è uno stato di gioia intensa derivante ad esempio dalla realizzazione di un desiderio, da una sensazione di benessere fisico, o da una intima soddisfazione. Anche se intensa, la gioia sperimentata in questo stato ha vita breve ed è anche vulnerabile alle influenze esterne.

I sei stati che vanno dall’Inferno al Paradiso sono definiti i sei sentieri o i sei mondi inferiori. Hanno in comune il fatto che la loro comparsa o scomparsa è legata alle circostanze esterne. Prendiamo il caso di un uomo ossessionato dal desiderio di trovare qualcuno che lo ami (Avidità). Quando alla fine incontra davvero questa persona, si sente in estasi e realizzato (Paradiso). Con il passare del tempo, compaiono sulla scena dei rivali e lui è attanagliato dalla gelosia (Collera). Alla fine il suo senso del possesso allontana da lui la persona amata. Distrutto dalla disperazione (Inferno), sente che la vita ha perso ogni valore. In questo caso, per qualche tempo si passa da uno all’altro di questi sei sentieri senza neanche rendersi conto di essere dominati dalle proprie reazioni all’ambiente. Qualunque felicità o soddisfazione ottenuta in questi stati dipende totalmente dalle circostanze ed è quindi effimera e soggetta al mutamento.

In questi sei mondi inferiori, noi basiamo la nostra intera felicità, e quindi la nostra stessa identità, su elementi esterni.
I due stati successivi, Studio e Illuminazione Parziale, emergono quando ci rendiamo conto che tutto ciò che sperimentiamo nei sei sentieri è fugace, e iniziamo a cercare una verità duratura. Questi due stati, più i due successivi, Bodhisattva e Buddità, complessivamente vengono definiti i quattro mondi nobili. A differenza dei sei sentieri, che sono reazioni passive all’ambiente, questi quattro stati più elevati vengono ottenuti attraverso uno sforzo intenzionale.

Studio. In questo stato, cerchiamo la verità attraverso gli insegnamenti o le esperienze degli altri.

Illuminazione Parziale o Realizzazione. Questo stato è simile allo Studio, tranne per il fatto che cerchiamo la verità non attraverso gli insegnamenti di altri, ma attraverso la nostra stessa percezione diretta del mondo.
Studio e Illuminazione Parziale sono chiamati i “due veicoli”. Avendo compreso la fugacità delle cose, le persone in questi stati hanno conquistato un livello di indipendenza e non sono più prigionieri delle proprie reazioni, come invece nei sei sentieri. Spesso, però, tendono a sentirsi superiori alle persone legate ai sei sentieri che non hanno ancora raggiunto questo livello di comprensione. In più, la loro ricerca della verità è principalmente orientata verso se stessi, quindi c’è un grande potenziale di egoismo in questi due stati, e le persone possono raggiungere una soddisfazione con i loro progressi senza scoprire il potenziale più alto della vita umana nel nono e decimo mondo.

Bodhisattva. I Bodhisattva sono coloro che aspirano a ottenere l’illuminazione e nello stesso tempo sono altrettanto determinate a mettere tutti gli altri esseri in grado di fare la stessa cosa. Consapevoli dei legami che ci uniscono a tutti gli altri, in questo stato ci rendiamo conto che qualunque felicità proviamo da soli è incompleta, e ci dedichiamo ad alleviare le sofferenze degli altri. Chi si trova in questo stato trova la maggiore soddisfazione in un comportamento altruistico.
Gli stati dall’Inferno al Bodhisattva sono complessivamente chiamati “i nove mondi”. Questa espressione viene spesso usata in contrapposizione al decimo mondo, lo stato illuminato di Buddità.

Buddità. La Buddità è uno stato dinamico difficile da descrivere. Possiamo parzialmente descriverlo come uno stato di libertà perfetta, in cui siamo illuminati alla verità ultima della vita. È caratterizzato da una compassione infinita e da una saggezza sconfinata. In questo stato, possiamo trasformare armoniosamente ciò che dal punto di vista dei nove mondi appare come una contraddizione insolubile. Un sutra buddista descrive gli attributi della vita del Budda: un vero io, una libertà perfetta dai legami karmici per tutta l’eternità, una vita purificata dall’illusione, e una felicità assoluta. Inoltre, la condizione di Buddità viene fisicamente espresso nella Via del Bodhisattva o azioni di un Bodhisattva.


Cos'è il mutuo possesso dei dieci mondi?

I dieci mondi originariamente erano immaginati come regni fisicamente distinti, in cui gli esseri umani nascevano a seconda del risultato derivante dal karma accumulato. Ad esempio, gli esseri umani nascevano nel mondo dell’Umanità, gli animali nel mondo dell’Animalità e gli dei nel mondo del Paradiso. Nel Buddismo di Nichiren Daishonin, i dieci mondi sono invece considerati condizioni vitali che tutte le persone potenzialmente possono sperimentare. In qualunque momento, uno dei dieci mondi si manifesterà e gli altri nove saranno latenti, ma costante rimane la potenziale possibilità di un cambiamento.

Questo principio viene espresso anche come mutuo possesso dei dieci mondi, secondo cui ognuno dei dieci mondi possiede in sé tutti gli altri. Ad esempio, una persona che si trova nella condizione di Inferno può, un attimo dopo, rimanere all’Inferno oppure manifestare uno qualunque degli altri stati. L’implicazione fondamentale di questo principio è che tutte le persone, in qualunque condizione vitale si trovino, hanno il costante potenziale di manifestare la Buddità. E' altrettanto importante il fatto che la Buddità si trova nella realtà delle nostre vite negli altri nove mondi, non in qualche luogo a sé stante.

Nel corso della giornata, sperimentiamo diversi stati di momento in momento, secondo la nostra interazione con l’ambiente. La vista della sofferenza altrui può richiamare il mondo compassionevole del Bodhisattva, e la perdita di una persona cara può ricacciarci nell’Inferno. Ad ogni modo, tutti noi abbiamo uno o più mondi intorno ai quali di solito ruotano le nostre attività e alle quali tendiamo a tornare quando gli stimoli esterni si placano. Si tratta della tendenza vitale di base di ognuno, e ognuno l’ha stabilita attraverso le proprie azioni precedenti. Le vite di alcuni ruotano intorno ai tre sentieri cattivi, alcuni oscillano nei sei mondi inferiori, e altri sono principalmente motivati dal desiderio di cercare la verità che caratterizza i due veicoli. Lo scopo della pratica buddista è quello di elevare la tendenza vitale di base e alla fine stabilire la Buddità come condizione di base di ognuno.

Stabilizzare la Buddità come nostra condizione di base non significa liberarsi degli altri nove mondi. Tutti questi stati sono aspetti integranti e necessari della vita. Senza sperimentare le sofferenze dell’Inferno, non potremmo mai provare una sincera compassione per gli altri. Senza i desideri istintivi rappresentati da Avidità e Animalità, dimenticheremmo di mangiare, dormire e riprodurci, arrivando ben presto all’estinzione. Anche se realizziamo la Buddità come nostra tendenza vitale di base, continueremo a sperimentare le gioie e i dolori dei nove mondi. La differenza è che essi non ci domineranno, e noi non ci definiremo in funzione di essi. Basandoci sulla tendenza vitale della Buddità, i nostri nove mondi si armonizzeranno e agiranno a beneficio nostro e di chi ci circonda.

postato da: luca6558 alle ore 22:53 | link | commenti
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